Edmondo De Amicis nel 1886 pubblicò il famoso romanzo “Cuore”. Il libro è narrato come un diario tenuto durante l’anno scolastico da Enrico, un ragazzino di terza elementare.

Ogni mese, il maestro assegna un racconto mensile alla classe, da ricopiare per esercitarsi nella scrittura. Sono tutti racconti, più o meno fittizi, di giovani italiani, molti dei quali ragazzi, che insegnano lezioni di gentilezza, onore e amore per la patria – il libro viene pubblicato venticinque anni dopo l’unità d’Italia.

Il racconto di novembre è intitolato “La Piccola vedetta Lombarda” e narra di un ragazzino che aiutò un ufficiale italiano ad avvistare gli austriaci sulla strada del ritorno dopo una battaglia. Egli venne però scoperto e colpito a morte. Il ragazzo spirò quindi tra le braccia dell’ufficiale.

Nel 2009 gli storici Fabrizio Bernini e Daniele Salerno sono riusciti a risalire alla possibile identità di questo giovane coraggioso: Giovanni Minoli, di anni dodici. Questa scoperta è stata possibile grazie ad un’attenta revisione del testo e un grande aiuto da parte degli archivi dell’ospedale di Voghera, dove il ragazzo venne portato prima della sua morte, diversamente da quanto scritto nel libro.

Questa breve introduzione permette di capire l’importanza dei documenti di identità e come essi siano fondamentali nella vita di tutti i giorni. Nell’epoca attuale l’identità personale non è più solo cartacea, è anche digitale. La Carta d’Identità Elettronica (CIE) e lo SPID sono strumenti essenziali per accedere ai servizi pubblici, dimostrare chi siamo e tutelare i nostri diritti. È quindi molto importante, specialmente in questo momento storico, conoscere e proteggere non solo il documento fisico, ma anche la propria identità digitale.

Carta d’identità cartacea

Il documento d’identità ha fatto la sua comparsa in Italia durante il governo Mussolini, con il Regio Decreto n. 773 nel 1931, come «mezzo di identificazione ai fini di polizia». La funzione principale del documento di identità è, infatti, quello di riconoscimento e per adempiere a questo ruolo necessita di alcune nozioni fondamentali: gli articoli 6 e 9 del Codice Civile e l’articolo 22 della Costituzione tutelano e disciplinano il nome, ovvero il primo e più immediato elemento di riconoscimento di una persona. Esistono inoltre i Centri di Elaborazione Dati e l’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), che custodiscono le informazioni base dei cittadini. Senza questo sistema, non solo le persone rimarrebbero anonime o direttamente non registrate nella Popolazione, ma non potrebbero nemmeno usufruire dei diritti fondamentali.

Se nel 1859 l’identità di un giovane eroe poteva perdersi tra le pagine della narrativa e riemergere più di un secolo dopo, grazie a faticose ricerche nell’archivio di un ospedale, oggi il sistema è radicalmente cambiato. Il documento d’identità è uno strumento fondamentale per il riconoscimento di ogni individuo. Per questo è importantissimo proteggere e portare sempre con sé il proprio documento: è come proteggere la prova della propria esistenza.

Se per Giovanni Minoli il riconoscimento è avvenuto tardi, per noi oggi il documento d’identità è lo strumento che garantisce che la nostra esistenza e i nostri diritti siano sempre riconosciuti, in tempo reale.

Sabrina Pantoja