I dispositivi tecnologici ormai sono sempre più parte di noi e della nostra quotidianità. E’ inutile dire che questa presenza sempre più costante stia impattando sul nostro percorso scolastico.

Secondo il rapporto ISTISAN 23/25 dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, oltre il 25%  dei ragazzi tra i 14 e 17 anni è dipendente da smartphone e social, con gravi conseguenze come difficoltà di concentrazione, relazioni sociali compromesse e peggiore rendimento scolastico.

Come noto, dal 1° Settembre 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha applicato in tutte le scuole del secondo ciclo di istruzione delle disposizioni in merito all’uso degli smartphone e dei dispositivi digitali. Il rapporto dell’UNESCO Global education monitoring report 2023: l’uso della tecnologia nell’educazione globale” , del resto, come altri studi recenti, evidenzia un collegamento negativo tra l’uso eccessivo delle TIC e il rendimento scolastico. La distrazioni provocate da questi dispositivi riducono l’attenzione e ostacolano l’apprendimento. 

Ma tutti condividono questa scelta del governo?

No, diverse persone l’hanno criticata: studenti, ma anche alcuni docenti e genitori. Uno studio dell’Università di Birmingham ha mostrato che tra le scuole con regole rigide e scuole permissive non ci sono grandi differenze nei risultati: 46 su 56, contro 48 su 56.

Le tecnologie digitali sono sempre più presenti, a scuola e nella vita quotidiana, e aumenta la preoccupazione che riducano le nostre capacità cognitive. Ma è già successo qualcosa di simile in passato? Si potrebbe ricordare il caso della lettura dei romanzi nel XVIII-XIX secolo. In questo periodo, con l’aumento dell’alfabetizzazione e la nascita del romanzo moderno, nacque quella che in Germania chiamavano Lesesucht, lett. “dipendenza da lettura”. Si temeva che la lettura eccessiva causasse perdita di memoria, confusione tra fantasia e realtà e aspettative irreali su amore e successo. Addirittura alcuni paesi europei (soprattutto nelle aree Germanofone) vietarono il “I dolori del giovane Werther” di Goethe.

Il problema dell’uso eccessivo dei dispositivi digitali a scuola può essere risolto attraverso lo sviluppo di strategie diverse. A mio parere, bisogna affrontare la questione con cautela. Se usati bene, i dispositivi digitali possono migliorare l’apprendimento scolastico. Inoltre servirebbe forse più educazione all’uso consapevole delle tecnologie digitali.

Isaia Boccia