Ragazze interrotte” è un film drammatico del 1999 diretto da James Mangold. Si tratta di un adattamento cinematografico del romanzo autobiografico di Susanna Kaysen, interpretata da Winona Ryder. 

La diciottenne Susanna, dopo un tentato suicidio mascherato da “incidente”, viene ricoverata presso l’ospedale psichiatrico “Claymoore Hospital” con una diagnosi di disturbo borderline di personalità. All’interno della struttura Susanna incontra un gruppo di ragazze segnate da diverse fragilità (Polly, Georgina e Daisy) tra cui spicca Lisa, interpretata da Angelina Jolie, una sociopatica carismatica che esercita su Susanna un fascino magnetico e pericoloso. Sotto l’influenza di Lisa, Susanna inizia a rifiutare la terapia, vedendo nella ribellione dell’amica un’autentica forma di libertà.

L’Harrisburg State Hospital, Pennsylvania, dove si sono svolte le riprese

In cerca di una libertà definitiva, Susanna e Lisa riescono a fuggire dall’istituto. Trovano rifugio a casa di Daisy, che è stata recentemente dimessa. Durante la notte, Lisa affronta crudelmente Daisy, deridendola per il suo rapporto malsano con il padre e accusandola di non essere affatto guarita. La mattina seguente, Susanna trova Daisy morta: la ragazza si è tolta la vita in seguito alle parole spietate di Lisa. Davanti alla crudele indifferenza dell’amica per la tragedia, Susanna capisce che la ribellione di Lisa non è libertà, ma un’altra forma di prigionia e decide di tornare in clinica per affrontare seriamente il proprio percorso di guarigione. 

Il film si chiude con le dimissioni di Susanna nel 1968. Susanna torna nel mondo esterno con una nuova consapevolezza: la follia non è un baratro improvviso, ma spesso è un “te amplificato”, e la guarigione consiste nel trovare un modo per gestire la propria complessità in un mondo altrettanto imperfetto.  

Ragazze interrotte” non è un film sulla pazzia, ma sulla fatica di restare umani quando tutto intorno ci vuole etichettare. Questo film ci insegna che, a volte, per ritrovarsi bisogna prima avere il coraggio di perdersi completamente. 

Aurora Soardo