Il sonno è fondamentale per il benessere fisico e mentale, esattamente come lo sono il cibo e l’acqua ogni giorno. La sua privazione può portare, nel breve termine, a diversi problemi, tra cui cattivo umore, irritabilità, difficoltà di concentrazione e apprendimento, perdita di memoria, tremori e un aspetto fisico affaticato.
Ma di quante ore abbiamo davvero bisogno? Il numero di ore di sonno necessarie per recuperare le energie e mantenere un buono stato di salute dipende dall’età e dal livello di attività fisica di una persona. I bambini e gli adolescenti necessitano di almeno 9–10 ore di sonno, fondamentali per garantire un corretto sviluppo del cervello e delle capacità cognitive, trattandosi di una fase cruciale del percorso di crescita. La maggior parte degli adulti, invece, necessita di circa 8 ore di sonno, anche se il fabbisogno può variare da individuo a individuo.
I rischi del “tirare tardi”, però, vanno ben oltre le occhiaie. La privazione del sonno può alterare i meccanismi ormonali che regolano l’appetito, favorendo scelte alimentari meno equilibrate e orientate verso cibi ad alto contenuto calorico, che nel lungo periodo possono aumentare il rischio di sovrappeso e obesità.

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Se a volte l’insonnia dipende da disturbi specifici, molto spesso è il frutto di scelte personali. Molti studenti, infatti, tendono a sfruttare le ore notturne per studiare oppure per dedicarsi ad attività ricreative (tra serie TV e social) che durante il giorno non riescono a concedersi. Uno studio recente condotto a Lahore e riportato da Neuronews24 ha analizzato come la “procrastinazione del sonno” influisca negativamente proprio sul rendimento degli studenti di medicina. Le ricerche indicano che una quantità insufficiente di sonno è associata a voti più bassi e a un maggiore rischio di fallire gli esami, con conseguente riduzione dell’efficienza nello studio.
Dormire meno con l’illusione di “fare di più” può sembrare una soluzione efficace, soprattutto per gli studenti, ma nel lungo periodo rischia di compromettere salute, concentrazione e, ironicamente, proprio quei risultati scolastici per cui si ha tanto faticato.
Chiara Rita Caserta