Martedì 20 gennaio 2026, nella sede dell’Ufficio Scolastico di Verona, si è tenuta una conferenza appartenente alla rassegna “Cara Beltà”, giunta alla III edizione.

L’incontro, intitolato “Intelligenza logico­-matematica”, affrontava il tema dell’intelligenza umana di tipo logico-matematica a confronto con l’intelligenza artificiale. Come al solito, sono stati invitati a partecipare alcuni studenti del Liceo Statale “Carlo Montanari”, sia come spettatori, sia, per le classi del Musicale, nel ruolo di strumentisti.

Dopo una breve introduzione tenuta dal prof. Fabio Pupillo, titolare della cattedra di flauto del nostro liceo, la parola è passata al prof. Riccardo Giumelli. Il filo conduttore che ha legato tutta la conferenza è stata la definizione di intelligenza come la capacità di sposare la dimensione empatica a quella matematica. Nel mondo logico-deduttivo si tende a correlare ad ogni reazione una causa, nel tentativo di ordinare il caos tipico della quotidianità. Basandosi solo sull’intelligenza matematica, questo però risulta non possibile, quindi è necessaria anche la sfera empatica della ragione. Infatti, nel mondo accadono ordinariamente fatti considerati logicamente immorali, come condurre una guerra, ed è solo grazie all’ambito empatico-umanistico che si può tentare di trovare una motivazione a questi avvenimenti.

Il prof. Pupillo e il prof. Giumelli a “Cara beltà”

Durante la conferenza l’intelligenza artificiale è stata definita come un prodotto dell’intelligenza umana, estremamente forte dal punto di vista logico-matematico, ma carente sotto una luce umanistica e di interpretazione del caos. Per rafforzare la propria tesi, il prof. Giumelli ha paragonato metaforicamente l’intelligenza artificiale ad un musicista perfetto e l’uomo ad un direttore d’orchestra, sottolineando che il musicista senza il direttore risulterebbe scoordinato, per quanto bravo possa essere. 

Nel corso dell’incontro sono stati citati diversi nomi di filosofi scientifici, i quali sono accumunati dalla tendenza a voler spiegare, controllare e dominare la realtà attraverso le verità matematiche. Citando il filosofo Francesco Bacone, è stata ripetuta più volte la frase “sapere è potere” per sottolineare che è proprio grazie al sapere, l’intelligenza, che abbiamo il potere, la capacità, di comprendere la realtà

Nella conferenza è emerso che tendenzialmente l’intera realtà si basa sull’intelligenza logico-matematica. Anche nella scuola e nel sistema educativo vi è una considerazione implicita della superiorità della matematica sulle altre materie, proprio perché il pensiero logico-matematico viene ritenuto alla base del problem solving moderno.

In conclusione il professor Giumelli ha paragonato l’intelligenza logico-matematica al sale nella minestra, poiché è grazie al pensiero logico che la realtà viene equilibrata, come il sale aggiunge sapidità al piatto. 

Sara Piccoli