Il 21 gennaio 2026 l’Osservatorio per il pensiero indipendente ha organizzato, presso l’auditorium Antonianum di Roma, un incontro tra 700 giovani e il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.

L’Osservatorio mira ad aiutare i giovani di oggi a diventare cittadini del domani, sviluppando uno spirito indipendente e critico che, di conseguenza, li renda liberi. Si tratta di un’organizzazione che crede nei giovani e investe su di loro, per favorire un percorso di formazione e di educazione alla cittadinanza. Anche per questo motivo, ad avere la possibilità di partecipare sono stati studenti e studentesse che aderiscono al progetto “Il quotidiano in classe”, che vuole stimolare i ragazzi che ad essere attenti al mondo che li circonda.

Proprio perché il nostro Liceo aderisce da anni a questo progetto, il 21 gennaio sono partite per Roma cinque studentesse: Ilaria Trubiano e Linda Bragantini (VBsu), Laura Quartaroli e Agnese Zanoni (VFsu), Simona Lorenzoni (VGsu), accompagnate dalla docente Elena Bonetti.

L’incontro non è stato una classica lezione formale in cui i ragazzi potevano solo ascoltare. Si è creato un dialogo con il Cardinale Parolin, come si auspicava di fare. Grazie alle domande di studenti di tutta Italia, sono stati affrontati argomenti come la libertà di stampa e la responsabilità dei divulgatori di notizie, il fallimento inteso come paura che oscura la vita di noi ragazzi, l’intelligenza artificiale e il suo ruolo nei vari ambiti della società e della vita. Infine centrale è stato il tema della Pace, da intendere non solo come concetto teorico, ma come pratica attuata quotidianamente da ognuno di noi. 

Il presidente Barack Obama e il Cardinale Parolin nel 2014
Attribuzione: Official White House Photo by Pete Souza, Public domain, Wikimedia Commons

L’ingresso del Cardinal Parolin nell’auditorium è stato unico e singolare, accompagnato dalle note di Unstoppable di Sia. Dopo alcune brevi domande di Luciano Fontana, direttore de Il Corriere della Sera, lo spazio è stato lasciato agli studenti. La domanda che avevamo preparato con la professoressa Bonetti era incentrata sulla dignità della persona in scenari di guerra e su come possiamo noi giovani diventare operatori di pace: “In un mondo segnato dai conflitti, se ne contano ad oggi 64 sempre più complessi e polarizzati, come può la Diplomazia Vaticana tenere insieme il realismo politico e il messaggio evangelico della pace, senza dover scendere a compromessi che possono ledere la dignità della persona? Qual è il primo passo concreto che gli Stati possono fare per dare vita ad un processo di Pace?” 

Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di porre al Cardinale la nostra domanda. Siamo comunque state contente ed onorate di partecipare all’incontro e di poter ascoltare di persona la voce autorevole di chi, da anni, si sta impegnando per cercare di risolvere i grandi problemi che affliggono il nostro mondo. 

È difficile riassumere in queste poche righe tutte le cose dette dal Cardinale Parolin. Si può almeno riportare, però, l’augurio e l’invito con cui ci ha salutati: “Impegnatevi nella politica, voi giovani. Non consideratela come qualcosa da rifiutare, ma come uno strumento per mettersi al servizio della comunità nazionale e internazionale. La politica è fatta da uomini, e se ci sono uomini che vogliono davvero la pace, forse la pace ci sarà”. 

Agnese Zanoni