Oggi la perdita di biodiversità sta diventando un problema sempre più presente. La biodiversità è la varietà di vita sulla Terra: milioni di piante, animali, microrganismi, i geni che essi contengono e i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera.
La perdita di biodiversità, ovvero la diminuzione della varietà di vita sulla Terra, è un problema allarmante, poiché è la biodiversità che assicura una serie di risorse vitali a noi essere umani.
La presenza della biodiversità, come ad esempio habitat sani, ci aiuterebbe a contrastare tutti quei danni che comporta il cambiamento climatico ed essere in grado di adattarci ai mutamenti che la Terra affronta nel corso del tempo. Tutti gli organismi viventi presenti sul nostro pianeta sono elementi di un sistema aperto che funziona sulla base dell’ interazione di questi organismi. Dunque se accade, ad esempio, che una specie si estingue, ciò può avere un impatto su tutti gli altri elementi del sistema, rendendo la sopravvivenza ancora più difficile. Questo avviene sempre più spesso non secondo la selezione naturale, ma per le azioni dannose di una specie, la specie umana. I danni che la perdita di biodiversità comporta sono tanti, dal crollo della catena alimentare alla perdita di diversità genetica, che rende le specie più vulnerabili a malattie e cambiamenti ambientali.

Attribuzione: Jami Dwyer, Public domain, Wikimedia Commons
Le cause principali della perdita di biodiversità sono: le modifiche nell’utilizzo del suolo (disboscamento, monocolture intensive, urbanizzazione), lo sfruttamento di caccia e pesca, il cambiamento climatico, l’inquinamento e l’introduzione di specie alloctone (originarie di altre zone geografiche) invasive.
Oggi per contrastare la perdita di biodiversità servono azioni su larga scala: a livello individuale tramite giardini amici degli insetti, scelta di prodotti sostenibili, uso di trasporti green; livello aziendale investendo in soluzioni digitali per la sostenibilità e, infine, a livello politico ampliando il numero di aree protette (obiettivo 30% entro il 2030) e attuando piani di adattamento climatico.
Osasenaga Agbonifo