Secondo un recente articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore, gran parte degli studenti italiani non è pienamente soddisfatto del sistema scolastico nazionale. Le ripercussioni di tale disagio sono evidenti: una diffusa demotivazione, un elevato livello di stress causato da un eccessivo carico di studio e dalla pressione delle verifiche, nonché una carenza nelle attività di orientamento per il futuro. 

Le scuole italiane presentano spesso programmi di studio obsoleti, che faticano ad integrare temi di attualità o a fornire competenze trasversali oggi imprescindibili, come l’educazione finanziaria. Tale lacuna spinge numerosi studenti a doversi documentare e informarsi autonomamente attraverso l’utilizzo dei social network. Oltre a questo, il metodo d’insegnamento tradizionale appare talvolta poco funzionale allo sviluppo del pensiero critico, poiché spesso la scuola italiana privilegia la memorizzazione e la ripetizione di nozioni rispetto all’analisi, alla discussione e alla riflessione personale. In aggiunta a ciò, propone pochi progetti da realizzare in gruppo che favorirebbero un apprendimento più dinamico e coinvolgente.

Tuttavia nel panorama internazionale esistono modelli educativi che si discostano sensibilmente da quello italiano, pur presentando ciascuno specifici punti di forza e criticità. Un esempio virtuoso tra i sistemi scolastici più efficienti al mondo è quello scandinavo. Secondo quanto riportato daOrizzonte Scuola, in Finlandia la scuola dell’obbligo inizia all’età di sette anni e continua ininterrottamente fino ai sedici. A differenza del sistema italiano, frammentato in più cicli scolastici, la continuità del modello finlandese permette agli insegnanti di comprendere al meglio le capacità, i bisogni e le difficoltà di ciascuno studente nel lungo periodo, instaurando un rapporto più stabile e continuativo che favorisce la fiducia reciproca. In questo contesto i compiti assegnati vengono svolti all’interno della scuola, in modo tale che al termine delle lezioni gli studenti possano dedicarsi ad attività extrascolastiche. Inoltre, durante il cambio dell’ora, gli insegnanti rimangono solitamente in classe, mentre gli studenti hanno quindici minuti di pausa per promuovere il benessere e la concentrazione.

Scuola e centro culturale di Saarijärvi (Finlandia)
Attribuzione: Paju~commonswiki, CC BY-SA 3.0 , Wikimedia Commons

Un altro sistema scolastico che presenta evidenti differenze è quello statunitense. Secondo Study Away,negli Stati Uniti c’è un costante dialogo tra docente e discente, relazione che permette a quest’ultimo di sentirsi maggiormente ascoltato e coinvolto nel proprio percorso formativo. Un elemento di particolare interesse riguarda la flessibilità del piano di studi, ovvero la possibilità di scegliere le materie o i corsi in base alle proprie preferenze o esigenze personali, permettendo agli studenti di studiare con più motivazione e dedizione ciò che preferiscono, ottenendo anche prestazioni migliori nella maggior parte dei casi.

In conclusione, l’analisi comparativa con i diversi modelli scolastici stranieri, potrebbe costituire il punto di partenza per una riforma strutturale di una scuola che, oggi, è percepita da molti studenti più come una fonte di ansia che come un’opportunità di crescita.

Chiara Rita Caserta