A tutti è capitato più di una volta di comprare un profumo, un cosmetico o anche un semplice prodotto per idratare la pelle. Ma ci si è mai chiesti a che processo sono sottoposti questi prodotti prima di essere immessi sul mercato?

La risposta è molto semplice: le aziende fanno ricerche e testano le reazioni dei loro prodotti prima di metterli in commercio. Purtroppo, però, non sempre lo fanno in modo etico. L’animal testing, ad esempio, è la pratica di testare prodotti destinati al mercato o fare esperimenti “in nome della scienza su esemplari animali”. Nei casi peggiori, gli animali in questione perdono la vita o gli viene presa dopo innumerevoli sofferenze.

Secondo i dati riportati da Cruelty Free International, nel 2022, solo in Europa e Norvegia, sono stati fatti 9.30 milioni di esperimenti su animali, dei quali il 9% esclusivamente sulla modificazione genetica. Il rimanente 91% viene sottoposto a procedure dolorose che molte volte portano a danni permanenti.

Una coppia di topi impiegati nella sperimentazione animale

Ci sono diversi scopi per cui questi animali, principalmente roditori, cani e scimmie, vengono utilizzati. I test possono essere effettuati per rispettare gli standard richiesti per legge, ma anche per altre motivazioni. Infatti, spesso vengono fatti test non necessari per testare la sicurezza di un prodotto, ma anche solo per semplice curiosità “in nome della scienza”. Oppure, un’altra pratica è la mutazione genetica degli animali, per cui un gene viene cancellato o inserito nel DNA dell’esemplare. In seguito a questa pratica, si possono verificare difetti congeniti e quindi il cucciolo può perdere la vita anche poco tempo dopo la sua nascita.

Ma c’è un modo per fermare tutto questo? Sì, esistono dei metodi alternativi all’animal testing che permettono di verificare la sicurezza di un prodotto senza l’utilizzo degli animali. Oltre ad essere più etici, questi metodi sono più economici ed efficaci. Si possono ricordare la cultura cellulare, ovvero la crescita di cellule in laboratorio, e l’uso diretto di tessuti umani provenienti da volontari (possono essere sia vivi sia deceduti, poiché le reazioni avvengono in ogni caso). Il motivo per cui queste metodologie sono più efficaci è semplice: gli animali sono geneticamente diversi dagli esseri umani, quindi la reazione che può avere un topo rispetto a un uomo non può essere esattamente la stessa.

In conclusione, sapendo ciò che alcune creature devono affrontare perché dei prodotti vengano esposti sugli scaffali dei negozi, vale la pena riflettere sulla pratica dell’animal testing e cercare di porle fine. Nel frattempo si può verificare se un prodotto proviene da un’azienda certificata che non utilizza il testing sugli animali, cercando su siti web o semplicemente leggendo l’etichetta.

Aymara Pantoja Briceno