Quando pensiamo a una guerra, cosa immaginiamo? Un luogo lontano, che non ci riguarda? Sembra questa la percezione di molte persone, in particolare dei giovani.
Le immagini di guerre e conflitti che vediamo nei notiziari sono spesso associate a paesi lontani e, quindi, può sembrare non abbiano nulla a che fare con la nostra vita quotidiana. Ma basta riflettere per capire che in realtà ci riguardano molto da vicino.
Molti giovani percepiscono i conflitti come eventi lontani, anche a causa delle differenze geografiche e culturali, ma è fondamentale essere consapevoli di come molti conflitti internazionali abbiano un impatto globale. Secondo l’Uppsala Conflict Data Program (UCDP), nel 2021 ci sono stati 60 conflitti armati nel mondo. Alcuni esempi sono la guerra in Ucraina, in Siria, in Yemen, in Somalia, in Sud Sudan e il conflitto israelo-palestinese.
Anche se potrebbe sembrare che questi conflitti non ci riguardino, in realtà influenzano la vita dei cittadini di tutto il mondo. Le guerre impattano a livello economico, portano all’aumento dei rifugiati e influiscono sulla stabilità e sicurezza internazionale. La guerra in Ucraina, ad esempio, ha avuto un impatto diretto sulle forniture di gas naturale e petrolio, aumentando i prezzi energetici globali e contribuendo così anche all’aumento dell’inflazione. Inoltre l’Ucraina è uno dei maggiori produttori di grano e, a causa del conflitto, sono state interrotte le esportazioni di grano, causando un aumento dei prezzi e insicurezza alimentare. Infine, oltre 14 milioni di ucraini sono stati costretti a fuggire, portando a un afflusso di rifugiati in Europa.
Un altro esempio, che potremmo considerare più distante dalla nostra realtà, è il conflitto israelo-palestinese che ha portato a un’instabilità politica e a tensioni non solo nel Medio Oriente, ma a livello internazionale. Le alleanze politiche e militari coinvolgono potenze come gli Stati Uniti, la Russia, l’Iran e molti paesi europei. Questo conflitto ha anche alimentato la radicalizzazione e il terrorismo, con impatti sulla sicurezza internazionale. Inoltre, l’economia palestinese, in particolare la Striscia di Gaza, ha subito danni enormi a causa dei bombardamenti. Anche qui, ci sono stati milioni di sfollati: più di 5 milioni di palestinesi vivono in campi profughi nei paesi vicini come il Libano, la Giordania e la Siria.
In generale, secondo i dati dell’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), nel 2023 il numero di rifugiati nel mondo ha superato i 103 milioni.
Quindi cosa possiamo fare noi giovani? Anche se ci sembra di non poter cambiare le cose, siamo noi ad avere il potere di sensibilizzare, chiedere risposte e spingere per una politica estera più attenta ai diritti umani. Grazie ai media e a internet, le informazioni sono più accessibili e proprio per questo possiamo essere più consapevoli di ciò che accade nel mondo. È anche nostro compito diffondere queste notizie. La solidarietà internazionale è fondamentale. Non basta sentirsi tristi per le immagini e i video che vediamo nei notiziari, dobbiamo impegnarci attivamente per costruire un mondo in cui regni la pace, in cui tutti possano esercitare i propri diritti e vedere rispettati i propri doveri. Come? Attraverso semplici azioni come partecipare a raccolte fondi a scopo benefico, educare noi stessi e gli altri sui diritti umani e sostenere le organizzazioni che lavorano sul campo per fermare i conflitti.
Ogni guerra, anche se lontana, ha un impatto sul nostro presente e sul nostro futuro. Le risorse naturali, le economie globali e la sicurezza internazionale sono tutti legati fra loro. Quando un paese è destabilizzato dalla guerra, le conseguenze si sentono in tutto il resto del mondo con fenomeni come le crisi alimentari e umanitarie. La continua violenza e la lotta per i diritti fondamentali di milioni di persone che si trovano in mezzo a conflitti come pedine di un gioco tra potenti ci ricordano che, anche se siamo lontani, non possiamo ignorare le sofferenze di chi vive queste tragiche realtà né possiamo rimanere indifferenti alle ingiustizie.
BOUHEKA BOUTHAINA