L’ansia è una realtà sempre più presente tra gli studenti italiani. Secondo un’indagine di “Skuola.net”, ripresa dall’ANSA, oltre otto studenti su dieci dichiarano di provare ansia o forte disagio legato alla scuola, soprattutto in occasione di verifiche e interrogazioni.
Si tratta di un fenomeno increscita, alimentato dall’aumento del carico di studio, dalla pressione per ottenere buoni risultati dal timore di non soddisfare le aspettative altrui. Come rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità, l’ansia non è sempre negativa: essa può aiutare a restare concentrati, ma, se eccessiva e incontrollata, può anche compromettere la vita quotidiana dello studente.
Molti ragazzi riferiscono di avere veri e propri blocchi emotivi durante le prove orali, nonostante una preparazione adeguata. Tra le principali cause dell’ansia scolastica emergono le verifiche frequenti, la pressione legata ai voti e il confronto continuo con i compagni. Il paragone costante dei risultati può portare alcuni studenti a sentirsi inferiori o incapaci, anche quando l’impegno nello studio è elevato. Questa percezione negativa di sé contribuisce ad aumentare insicurezza e stress.
L’ansia può avere effetti negativi sul benessere degli studenti, come difficoltà a concentrarsi, disturbi del sonno e poca fiducia in sé stessi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che questi sintomi, se trascurati, possono influire negativamente sia sul rendimento scolastico sia sull’equilibrio psicofisico a lungo termine.
Per affrontare il problema, gli esperti consigliano strategie di gestione dello stress, come una migliore organizzazione dello studio, una pianificazione puntuale delle attività, tecniche di rilassamento e respirazione, ma anche il dialogo con adulti di riferimento. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, iniziative scolastiche come Sportelli di Ascolto e progetti dedicati al benessere emotivo aiutano gli studenti a sentirsi meno soli e più compresi. Molti ragazzi, infatti, raccontano di aver tratto beneficio dal confronto con insegnanti o figure educative disponibili all’ascolto.
In questo scenario, la scuola non deve essere percepita come un ostacolo insormontabile, bensì come un luogo di crescita in cui l’errore è parte integrante del percorso e dove ognuno può trovare il proprio spazio senza sentirsi inadeguato. Proprio questo aspetto rimanda al monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella . Nel suo discorso di fine anno, il Capo dello Stato ha esortato i giovani a non lasciarsi imprigionare da “etichette” o modelli predefiniti, invitandoli a essere “esigenti” con se stessi ma anche coraggiosi e responsabili.
Il messaggio di Mattarella trasforma l’ansia da limite a sfida: imparare a cadere e rialzarsi significa prendere in mano le redini della propria vita. Promuovere il dialogo, il confronto e il sostegno reciproco è l’unica via per permettere agli studenti di vivere la scuola con consapevolezza, trasformando la paura nella forza necessaria per costruire passo dopo passo il proprio futuro.
Letizia Chiara