Mentre nel resto d’Europa il romanzo moderno consolidava le proprie strutture, in Russia questo genere letterario assumeva sfumature uniche, orientandosi verso un realismo delle emozioni e un’indagine profonda dell’animo.

Per comprendere questa letteratura, è fondamentale osservare la Russia del XIX secolo: un Paese governato dall’autoritarismo assolutista degli Zar. A differenza dell’Europa occidentale, dove la borghesia acquisiva un peso politico sempre maggiore, in Russia questa classe sociale rimaneva marginale, favorendo la nascita di movimenti di protesta spesso duramente repressi. La nazione poggiava quasi interamente sull’agricoltura, basata sull’istituto della servitù della gleba, abolita solo tardivamente nel 1861. Il processo di modernizzazione arrivò solo negli ultimi decenni del secolo, limitandosi ai grandi centri come Mosca e San Pietroburgo.

Tra gli anni Quaranta e Settanta del secolo, si afferma la figura di Fëdor Dostoevskij. Egli stesso definiva il proprio stile con parole potenti: “Sono soltanto un realista in un senso più profondo: dipingo tutti gli abissi dell’animo umano”. I suoi protagonisti non sono eroi eccezionali, ma figure umili, spesso ingenue o disadattate, che si muovono in un mondo segnato dalla corruzione, cercando faticosamente una propria strada tra il bene e il male.

Vasilij Grigor’evič Perov, ritratto di Dostoevskij, 1872

Parallelamente, Lev Tolstoj esplora le contraddizioni del suo tempo attraverso opere monumentali come Guerra e pace e il coinvolgente Anna Karenina. I suoi personaggi lottano per le esigenze della società, analizzano le contraddizioni della loro coscienza, sono perseveranti, maldestri, imperfetti e ingenui; riescono a trovare una loro norma morale all’interno di se stessi, sono dunque intuizioni individuali, non valide per tutti.

Perché leggere questi classici nel 2026? Perché rappresentano un serbatoio inesauribile di analisi psicologica ed etica. Le loro storie continuano a interrogarci sulle cosiddette prokljatyje voprosy (“questioni maledette”), offrendo spunti di riflessione che rimangono di una modernità sconcertante.

Questi autori ci insegnano a non restare in superficie, a esplorare i nostri lati più oscuri e mantenere una coscienza critica e morale, bussola indispensabile per orientarsi nei nostri tempi incerti.

Alexandra Munteanu